Fonti Islamiche

    1. home

    2. article

    3. Parte (608): sura An-Nur (della Luce), versetti 15-20

    Parte (608): sura An-Nur (della Luce), versetti 15-20

    Parte (608): sura An-Nur (della Luce), versetti 15-20
    Rate this post
    Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Prosegue su Radio Italia IRIB l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato da Dio e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

    Oggi iniziamo la lettura della 24esima sura o brano del Corano che e’ la sura An-Nur o della Luce. Questa sura e’ composta da 64 versi ed e’ stata ispirata al profeta a Medina. L’appellattivo dato ad essa e’ dovuto a 35 dei suoi 64 versi nella quale Dio viene ricordato come “la luce dei cieli e della Terra”. La prima metà di questa sura, ovvero dall’inizio fino al verso 35, raccomanda ai fedeli di sposarsi, di formare famiglia, di essere casti e di stare alla larga dall’adulterio e la fornicazione. La seconda parte della sura parla di questioni come la conoscenza del Signore, l’obbedienza ai profeti, la formazione, alla fine dei tempi, di un governo dominato dai buoni sulla Terra ed alcune questioni inerenti alla famiglia.

    Leggiamo da dove eravamo giunti; ecco ora i versi 15 e 16:

    إِذْ تَلَقَّوْنَهُ بِأَلْسِنَتِکُمْ وَتَقُولُونَ بِأَفْوَاهِکُم مَّا لَیْسَ لَکُم بِهِ عِلْمٌ وَتَحْسَبُونَهُ هَیِّنًا وَهُوَ عِندَ اللَّهِ عَظِیمٌ

    quando con le vostre lingue riportaste e con le vostre bocche diceste cose, di cui non avevate conoscenza alcuna. Pensavate che non fosse importante, mentre era enorme davanti ad Allah. (24:15)

    وَلَوْلَا إِذْ سَمِعْتُمُوهُ قُلْتُم مَّا یَکُونُ لَنَا أَن نَّتَکَلَّمَ بِهَذَا سُبْحَانَکَ هَذَا بُهْتَانٌ عَظِیمٌ

    Perché quando ne sentiste parlare non diceste: “Perché mai dovremmo parlarne? Gloria a Te o Signore! È una calunnia immensa”? (24:16)

    Dai versetti precedenti abbiamo appreso che una volta, Aicha, una delle nobili consorti del profeta, rimasta indietro dalla carovana del marito, venne accompagnata fino ad essa da uno degli aspostoli del profeta ma alcune malelingue, diffusero voci ignobili sulla moglie del profeta e l’apostolo. Fu in quel momento che al profeta dell’Islam vennero ispirati questi versi della sura An-Nur che condannano quelle maldicenze e promettono un duro castigo a coloro che le avevano create e coloro che le avevano trasmesse. Ai fedeli viene chiesto perchè non si siano chiesti se quelle dicerie fossero fondate o meno prima di diffonderle. Ciò che si apprende su una persona, ordina l’Islam, non deve essere diffuso e ripetuto a meno che non si sia sicuri che sia vero; e poi anche se e’ vero si dice che non bisogna mettere in mostra, fin quando e’ possibile, i difetti degli altri. Insomma, in questa vicenda l’Islam insegna ai fedeli di essere molto attenti alla reputazione delle persone e di evitare di richiamare su di essa un duro castigo nell’aldilà per aver calunniato i propri fratelli.

    Da questi versi possiamo trarre le seguenti conclusioni:

    1)   Non dobbiamo mai dare per scontato ciò che viene detto comunemente dalla gente e dobbiamo indagare per appurarne l’esattezza.

    2)   Divulgare dicerie e notizie di dubbia provenienza e calunniare gli altri e’ facile ma e’ un qualcosa di molto brutto al cospetto del Signore.

    3)   Tutti i membri della società hanno il dovere di difendere la reputazione altrui. Per questo le persone corrette devono bloccare la diffusione delle dicerie invece di divulgarle ancora di più.

    Ed ora leggiamo i versetti 17 e 18:

    یَعِظُکُمُ اللّهُ أَن تَعُودُوا لِمِثْلِهِ أَبَدًا إِن کُنتُم مُّؤْمِنِینَ

    Allah vi esorta a non fare mai più una cosa del genere, se siete credenti. (24:17)

    وَیُبَیِّنُ اللهُ لَکُمُ الْآیَاتِ وَاللَّهُ عَلِیمٌ حَکِیمٌ

    Allah vi rende noti i Suoi segni. Allah è sapiente, saggio. (24:18)

    Questi due versetti ribadiscono i concetti di prima e ricordano che calunniare la gente, soprattutto per questioni inerenti alla loro famiglia, e’ un qualcosa di molto grave. Dio, come un padre affettuoso e benevolo che da’ consigli ai figli, ricorda ai fedeli di stare attenti a non ripetere l’errore che fecero gli apostoli del profeta nella vicenda di Aicha. I versetti invitano i fedeli a pentirsi e chiedere perdono e di decidere di non ripetere più i loro errori in futuro; prendere “la decisione giusta” e’ molto importante perchè Dio e’ ben informato anche delle intenzioni e dei pensieri delle persone. Da questi versetti apprendiamo che:

    1)   L’essere umano ha bisogno di indicazioni e consigli ed il Corano contiene i migliori consigli per la vita dell’uomo.

    2)   Accusare e calunniare gli altri e’ un segno di mancanza di fede in Dio.

    3)   Il miglior consiglio da dare e’ sempre quello di pentirsi dei propri peccati e di chiedere perdono a Dio. Questo atto cancella ciò che c’e’ di brutto nel nostro passato ed impedisce che ciò si ripeta nel futuro.

    Ed ora leggiamo i versetti 19 e 20 della sura An-Nur:

     إِنَّ الَّذِینَ یُحِبُّونَ أَن تَشِیعَ الْفَاحِشَةُ فِی الَّذِینَ آمَنُوا لَهُمْ عَذَابٌ أَلِیمٌ فِی الدُّنْیَا وَالْآخِرَ‌ةِ وَاللَّهُ یَعْلَمُ وَأَنتُمْ لَا تَعْلَمُونَ

    In verità, coloro che desiderano che si diffonda lo scandalo tra i credenti, avranno un doloroso castigo in questa vita e nell’altra. Allah sa e voi non sapete. (24:19)

    وَلَوْلَا فَضْلُ اللَّهِ عَلَیْکُمْ وَ رَ‌حْمَتُهُ وَأَنَّ اللَّهَ رَ‌ءُوفٌ رَّ‌حِیمٌ

    Se non fosse per la grazia di Allah su di voi e per la Sua misericordia! In verità, Allah è dolce, misericordioso! (24:20)

    In questi versi il Corano sottolinea quanto sia grande e pesante il peccato della calunnia e ricorda inoltre che se persino qualcuno pensi in cuor proprio che sarebbe bene che qualche fedele perdesse la sua buona reputazione, ciò va considerato un peccato. Anche se nel diritto islamico una azione non viene punita prima di essere stata effettivamente compiuta, in due casi il sacro Corano ritiene che persino “l’intenzione” non seguita dall’azione e’ peccato. Uno di questi due casi e’ proprio la calunnia.

    Il Corano spiega che Dio e’ dolce e misericordioso e non punisce coloro che vogliono calunniare gli altri o vogliono rovinare la reputazione altrui e che concede loro del tempo, affinchè possano ripensarsi e chiedere perdono.

    Però coloro che agiscono ed alla fine danneggiano la reputazione altrui, vengono puniti e come e’ stato detto nei programmi precedenti, in vita vengono puniti con 80 frustate e nell’altra vita con una pena di gran lunga superiore.

    Da questi versi apprendiamo che:

    1)   Avere una sorta di “interesse” per il peccato e’ di fatto il preludio del peccato stesso. Tra tutti i peccati, l’unico che e’ peccato anche se lo si lascia passare dalla mente e’ quello della calunnia.

    2)   Diffondere cattivi fenomeni nella società, sia con la parola, sia con le azioni, distrugge sia la vita mondana sia quella dell’aldilà dell’uomo.

    Tag:, , ,