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    Parte (610): sura An-Nur (della Luce), versetti 24-29

    Parte (610): sura An-Nur (della Luce), versetti 24-29
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    Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Prosegue su Radio Italia IRIB l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato da Dio e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

    Oggi proseguiamo la lettura della 24esima sura o brano del Corano che e’ la sura An-Nur o della Luce. Questa sura e’ composta da 64 versi ed e’ stata ispirata al profeta a Medina. L’appellattivo dato ad essa e’ dovuto a 35 dei suoi 64 versi nella quale Dio viene ricordato come “la luce dei cieli e della Terra”. La prima metà di questa sura, ovvero dall’inizio fino al verso 35, raccomanda ai fedeli di sposarsi, di formare famiglia, di essere casti e di stare alla larga dall’adulterio e la fornicazione. La seconda parte della sura parla di questioni come la conoscenza del Signore, l’obbedienza ai profeti, la formazione, alla fine dei tempi, di un governo dominato dai buoni sulla Terra ed alcune questioni inerenti alla famiglia.

    Riprendiamo da dove eravamo rimasti; leggiamo ora i versi 24 e 25:

    یَوْمَ تَشْهَدُ عَلَیْهِمْ أَلْسِنَتُهُمْ وَأَیْدِیهِمْ وَأَرْ‌جُلُهُم بِمَا کَانُوا یَعْمَلُونَ

    Nel Giorno in cui le loro lingue, le loro mani e i loro piedi testimonieranno contro di loro per quello che avranno fatto. (24:24)

    یَوْمَئِذٍ یُوَفِّیهِمُ اللّهُ دِینَهُمُ الْحَقَّ وَیَعْلَمُونَ أَنَّ اللَّهَ هُوَ الْحَقُّ الْمُبِینُ

    In quel Giorno, Allah pagherà il loro vero compenso! Sapranno, allora, che Allah è il Vero, l’Evidente. (24:25)

    Dai versetti precedenti a questi abbiamo appreso che coloro che in questa vita calunniano gli altri nell’altra vita verranno puniti con il fuoco dell’inferno. Questi versi aggiungono un dettaglio: nel Giorno del Giudizio sarà la stessa lingua del calunniatore a parlare e a testimoniare contro il proprio padrone e così saranno in grado di fare anche le altre parti del corpo umano. E’ come se gli arti e le membra umani avessero registrato le proprie azioni per poi raccontarle al cospetto di Dio.

    Sulla base di queste testimonianze assolutamente innegabili Dio giudicherà con giustizia su ogni persona, senza usurpare i diritti di nessuno. In quella situazione, i peccatori, comprenderanno come sia veritiero tutto ciò che loro rinnegavano in vita. Avranno anche la voglia di rimediare, ma a quel punto sarà troppo tardi.

    Da questi versi apprendiamo che:

    1)   Nel Giorno della Resurrezione, non e’ più l’uomo ad essere padrone assoluto del suo corpo. E’ persino probabile che il suo corpo testimoni contro di lui.

    2)   Tutto il Creato, persino gli oggetti, hanno un qualche tipo di “coscienza” e comprendono ciò che accade intorno a loro.

    3)   Solo nel Giorno del Giudizio le persone riceveranno l’esito positivo e negativo delle loro azioni.

    Ed ora leggiamo il versetto 26 della sura An-Nur:

    الْخَبِیثَاتُ لِلْخَبِیثِینَ وَ الْخَبِیثُونَ لِلْخَبِیثَاتِ وَالطَّیِّبَاتُ لِلطَّیِّبِینَ وَالطَّیِّبُونَ لِلطَّیِّبَاتِ أُولَـئِکَ مُبَرَّ‌ءُونَ مِمَّا یَقُولُونَ لَهُم مَّغْفِرَ‌ةٌ وَرِ‌زْقٌ کَرِ‌یمٌ

    Le malvagie ai malvagi e i malvagi alle malvagie. Le buone ai buoni e i buoni alle buone. Essi sono indenni da quello di cui sono accusati. Saranno perdonati e avranno ricompensa generosa. (24:26)

    Questo versetto parla di una tradizione divina che e’ voluta dal Signore: di solito le persone, quando devono scegliere una moglie o un marito, sono intrinsicamente portate a scegliere qualcuno che assomigli a loro. Proprio per questo motivo le persone caste e pure vanno alla ricerca di persone che abbiano le stesse caratteristiche mentre al contrario, le persone ignobili cercano individui impuri.

    E’ considerevole il fatto che in questo versetto la purezza della spirito e’ stato indicato come l’unico ed il più importante fattore per scegliere un compagno o una compagna nella vita. Da questo verso apprendiamo quindi che:

    1)   Oltre all’apparenza dobbiamo fare attenzione pure al nostro spirito e mantenerlo puro e lindo onde evitare la propensione per persone impure.

    2)   Se si vuole avere una pura discendenza si deve essere attenti nella scelta della consorte.

    Ed ora leggiamo i versetti 27, 28 e 29 della sura An-Nur:

    یا أَیُّهَا الَّذِینَ آمَنُوا لَا تَدْخُلُوا بُیُوتًا غَیْرَ‌ بُیُوتِکُمْ حَتَّى تَسْتَأْنِسُوا وَتُسَلِّمُوا عَلَى أَهْلِهَا ذَلِکُمْ خَیْرٌ‌ لَّکُمْ لَعَلَّکُمْ تَذَکَّرُ‌ونَ

    O voi che credete, non entrate in case che non siano le vostre, senza aver chiesto il permesso e aver salutato la gente [che le abita]; questo è meglio per voi. Ve ne ricorderete? (24:27)

    فَإِن لَّمْ تَجِدُوا فِیهَا أَحَدًا فَلَا تَدْخُلُوهَا حَتَّى یُؤْذَنَ لَکُمْ وَإِن قِیلَ لَکُمُ ارْ‌جِعُوا فَارْ‌جِعُوا هُوَ أَزْکَى لَکُمْ وَاللَّهُ بِمَا تَعْمَلُونَ عَلِیمٌ

    Se non vi trovate nessuno, non entrate comunque finché non ve ne sia dato il permesso; e se vi si dice: “Andatevene!”, tornatevene indietro. Ciò è più puro per voi. Allah ben conosce quel che fate. (24:28)

    لَّیْسَ عَلَیْکُمْ جُنَاحٌ أَن تَدْخُلُوا بُیُوتًا غَیْرَ‌ مَسْکُونَةٍ فِیهَا مَتَاعٌ لَّکُمْ وَاللهُ یَعْلَمُ مَا تُبْدُونَ وَمَا تَکْتُمُونَ

    Non ci sarà colpa da parte vostra, se entrerete in case diverse dalle abitazioni, nelle quali si trovi qualcosa a voi utile. Allah conosce quello che palesate e quello che nascondete. (24:29)

    Questi versetti riportano gli ordini dell’Islam per quanto riguarda il rispetto della proprietà privata; come abbiamo appreso, l’Islam vieta l’ingresso in proprietà altrui senza aver chiesto il permesso. Si ricorda che pure nel caso in cui la porta di una casa sia aperta, le persone non hanno l’autorizzazione ad entrarvi senza aver chiesto il permesso.

    Chi e’ in casa, poi, se sente bussare alla porta o sente qualcuno che chiede il permesso di entrare, e’ autorizzato a negare l’autorizzazione, qualora non sia in condizione di accogliere ospiti o individui estranei.

    La casa, infatti, e’ luogo di riposo e nessuno ha il diritto di interrompere tale quiete. Se invece permettono l’ingresso, allora, la persona può entrare ma come ordina il Corano, e’ meglio che saluti per trasmettere il suo rispetto e la sua amicizia.

    E’ differente la regola per i negozi, i mercati, le scuole ed insomma gli altri luoghi che sono considerati pubblici in cui non c’e’ bisogno di chiedere il permesso per entrare.

    Da questi versetti apprendiamo che:

    1)   La casa e’ il luogo di riposo e nessuno ha il diritto di violare questo luogo e sottrarre la quiete a chi sta al suo interno.

    2)   La casa e’ proprietà privata delle persone e gli estranei non hanno il diritto di mettervi piede senza aver chiesto permesso. Se le persone in casa non danno il permesso, per quanto vicine siano, non dobbiamo entrare.

    3)   Salutare e’ una delle tradizioni islamiche molto raccomandante.

    Davood Abbasi

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