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    Parte (611): sura An-Nur (della Luce), versetti 30-31

    Parte (611): sura An-Nur (della Luce), versetti 30-31
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    Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Prosegue su Radio Italia IRIB l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato da Dio e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

    Oggi proseguiamo la lettura della 24esima sura o brano del Corano che e’ la sura An-Nur o della Luce. Questa sura e’ composta da 64 versi ed e’ stata ispirata al profeta a Medina. L’appellattivo dato ad essa e’ dovuto a 35 dei suoi 64 versi nella quale Dio viene ricordato come “la luce dei cieli e della Terra”. La prima metà di questa sura, ovvero dall’inizio fino al verso 35, raccomanda ai fedeli di sposarsi, di formare famiglia, di essere casti e di stare alla larga dall’adulterio e la fornicazione. La seconda parte della sura parla di questioni come la conoscenza del Signore, l’obbedienza ai profeti, la formazione, alla fine dei tempi, di un governo dominato dai buoni sulla Terra ed alcune questioni inerenti alla famiglia.

    Riprendiamo da dove eravamo rimasti; leggiamo ora il verso numero 30 di questo brano del sacro Corano:

    قُل لِّلْمُؤْمِنِینَ یَغُضُّوا مِنْ أَبْصَارِ‌هِمْ وَیَحْفَظُوا فُرُ‌وجَهُمْ ذَلِکَ أَزْکَى لَهُمْ إِنَّ اللَّهَ خَبِیرٌ‌ بِمَا یَصْنَعُونَ

    Di’ ai credenti di abbassare il loro sguardo e di essere casti. Ciò è più puro per loro. Allah ben conosce quello che fanno. (24:30)

    Da questo versetto in poi inizia nella sura della Luce una parte che invita gli uomini e le donne che credono ad essere casti nelle loro relazioni sociali in modo che si eviti la diffusione della deviazione nella società. L’occhio umano e’ un qualcosa di miracoloso che riesce a notare tantissimi particolari al suo intorno ma i fedeli devono esercitarsi a tenerlo sotto controllo ed impedirgli di osservare qualsiasi cosa.

    Secondo le tradizioni islamiche e le spiegazioni fornite su questo versetto, quando una donna, per errore o per sbadatezza non e’ sufficientemente coperta, gli uomini non se ne devono approfittare e devono distogliere lo sguardo da lei; in più anche quando le donne sono coperte lo sguardo degli uomini in loro direzione non deve essere inquinato dal desiderio sessuale e si devono limitare a osservarle al limite del necessario. Dopo lo sguardo, nel versetto appena letto, si tratta il tema della castità in generale; in altre parole la questione del controllo degli organi sessuali, un qualcosa che la civiltà occidentale moderna non prescrive contribuendo così a creare innumerevoli problemi nelle famiglie, nelle vite della gente e nella società in generale.

    Secondo l’Islam, invece, le relazioni sessuali tra l’uomo e la donna sono legittime ed altresì sacre solo nell’ambito del matrimonio ed al di fuori di esso queste relazioni sono illegittime ed un grandissimo peccato, in ogni forma e in ogni misura. Il versetto conclude ricordando ai fedeli che non devono illudersi e credere che i loro sguardi rimangano nascosti al Signore. Dio conosce persino le intenzioni della gente e quindi sia la parte esteriore che la parte interiore delle azioni umane.

    Da questo versetto apprendiamo che:

    1)   Per essere fedeli bisogna tenersi lontani da qualsiasi relazioni illegittima e proibita e controllare le proprie voglie e passioni.

    2)   L’inizio della castità e’ evitare di guardare in modo sconveniente gli altri.

    3)   Ricordarci di questa verità che Dio e’ al corrente delle nostre intenzioni ci aiuta a tenera a bada il nostro sguardo e a distoglierlo da ciò che non va osservato.

    Ed ora leggiamo il versetto numero 31:

    وَقُل لِّلْمُؤْمِنَاتِ یَغْضُضْنَ مِنْ أَبْصَارِ‌هِنَّ وَیَحْفَظْنَ فُرُ‌وجَهُنَّ وَلَا یُبْدِینَ زِینَتَهُنَّ إِلَّا مَا ظَهَرَ‌ مِنْهَا وَلْیَضْرِ‌بْنَ بِخُمُرِ‌هِنَّ عَلَى جُیُوبِهِنَّ وَلَا یُبْدِینَ زِینَتَهُنَّ إِلَّا لِبُعُولَتِهِنَّ أَوْ آبَائِهِنَّ أَوْ آبَاءِ بُعُولَتِهِنَّ أَوْ أَبْنَائِهِنَّ أَوْ أَبْنَاءِ بُعُولَتِهِنَّ أَوْ إِخْوَانِهِنَّ أَوْ بَنِی إِخْوَانِهِنَّ أَوْ بَنِی أَخَوَاتِهِنَّ أَوْ نِسَائِهِنَّ أَوْ مَا مَلَکَتْ أَیْمَانُهُنَّ أَوِ التَّابِعِینَ غَیْرِ‌ أُولِی الْإِرْ‌بَةِ مِنَ الرِّ‌جَالِ أَوِ الطِّفْلِ الَّذِینَ لَمْ یَظْهَرُ‌وا عَلَى عَوْرَ‌اتِ النِّسَاءِ وَلَا یَضْرِ‌بْنَ بِأَرْ‌جُلِهِنَّ لِیُعْلَمَ مَا یُخْفِینَ مِن زِینَتِهِنَّ وَتُوبُوا إِلَى اللَّـهِ جَمِیعًا أَیُّهَ الْمُؤْمِنُونَ لَعَلَّکُمْ تُفْلِحُونَ

    E di’ alle credenti di abbassare i loro sguardi ed essere caste e di non mostrare, dei loro ornamenti, se non quello che appare (normalmente); di lasciar scendere il loro velo fin sul petto e non mostrare i loro ornamenti ad altri che ai loro mariti, ai loro padri, ai padri dei loro mariti, ai loro figli, ai figli dei loro mariti, ai loro fratelli, ai figli dei loro fratelli, ai figli delle loro sorelle, alle loro donne, alle schiave che possiedono, ai servi maschi che non hanno desiderio (sessuale), e ai ragazzi impuberi che non hanno interesse per le parti nascoste delle donne. E non battano i piedi, sì da mostrare gli ornamenti che celano. Tornate pentiti ad Allah tutti quanti, o credenti, affinché possiate prosperare. (24:31)

    Nel versetto precedente il Corano ordinava agli uomini di tenere a bada il loro sguardo ed essere casti. Quì rivolgendosi alle donne ricorda le stesse due questioni e poi, per proteggere le donne dagli sguardi delle persone impure, le invita a rispettare tre regole: indossare un foulard lungo che copra le bellezze naturali femminili dei capelli, del collo e del petto e poi coprire parti abbellite con gioielli che possono altresì suscitare l’interesse di sguardi estranei; quindi coprire orecchini, collane, bracciali ed ecc… L’ultima regola e’ di non battere i piedi per terra quando si cammina, in maniera da non attirare l’attenzione degli altri.

    E’ impossibile negare che il comportamento ed il modo di vestirsi di uomini e donne non influenzi la salute della società; l’Islam per evitare peccati inerenti alla sfera sessuale cerca di prevenirli; invita gli uomini a tenere sotto controllo il loro sguardo e le loro passioni e dall’altra parte invita le donne a non mettersi in mostra e a non comportarsi in modo che gli uomini vengano sottoposti a stimoli sessuali.

    Un veloce ed obbiettivo sguardo alle società odierne rivela come le donne siano state rese delle schiave sessuali e degli oggetti per il piacere dell’uomo con la scusa incredibile della libertà della donna.

    Purtroppo le relazioni “libere” e “senza limiti” tra uomini e donne hanno poi, di solito, tutta una serie di conseguenze negative per le donne come il fatto di essere stuprate o maltrattate, l’assassinio, il suicidio e l’aborto.

    La libertà della donna, nel senso occidentale, non ha altro significato che l’uso scellerato delle donne per soddisfare i piaceri degli uomini.

    L’Islam però vuole che i rapporti sessuali si consumino solo tra coniugi e che la società sia sana e priva di attrazioni, pensieri ed in generale priva di “questioni” inerenti al sesso.

    Da questo versetto apprendiamo che:

    1)   Nella castità e nel controllo dello sguardo non c’e’ differenza tra uomo e donna ed entrambi hanno il dovere di rispettare le regole riguardanti.

    2)   L’Islam non si oppone alla propensione delle donne a truccarsi o ad abbellirsi con gioielli e vestiti, ma vuole che questo abbellimento sia mirato ad attirare solo l’attenzione del proprio marito e non quella degli estranei.

    3)   L’Islam proibisce alle donne di camminare o di muoversi in modo che le loro bellezze naturali o i loro ornamenti possano essere visti.

    4)   L’Hijab e’ un qualcosa di necessario, un dovere religioso citato dal Corano e per il quale sono state stabilite regole precise.

    Davood Abbasi

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