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    3. Parte (625): sura Al-Furqan (Il Discrimine), versetti 27-30

    Parte (625): sura Al-Furqan (Il Discrimine), versetti 27-30

    Parte (625): sura Al-Furqan (Il Discrimine), versetti 27-30
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    Oggi prosegue la lettura della 25esima sura del sacro Corano che s’intitola Furqan o Discrimine.
    Questo brano del testo sacro islamico ha 77 versi ed e’ stato ispirato al messagero di Dio durante la sua permanenza alla Mecca, ovvero prima della sua storica egìra dalla Mecca a Medina.
    Il nome della sura, Furqan, o Discrimine, e’ uno dei nomi del Corano che appunto divide il vero dal falso.
    Ecco dunque i versi 27, 28 e 29:
    وَیَوْمَ یَعَضُّ الظَّالِمُ عَلَى یَدَیْهِ یَقُولُ یَا لَیْتَنِی اتَّخَذْتُ مَعَ الرَّ‌سُولِ سَبِیلًا
    Il Giorno in cui l’ingiusto si morderà le mani e dirà: “Me disgraziato! Ah, se avessi seguito la via con il Messaggero! (25:27)

    یَا وَیْلَتَى لَیْتَنِی لَمْ أَتَّخِذْ فُلَانًا خَلِیلًا»، «لَقَدْ
    Guai a me, me disgraziato! Se non avessi scelto il tale per amico! (25:28)

    أَضَلَّنِی عَنِ الذِّکْرِ‌ بَعْدَ إِذْ جَاءَنِی وَکَانَ الشَّیْطَانُ لِلْإِنْسَانِ خَذُولًا
    Sicuramente mi ha sviato dal Monito, dopo che mi giunse”. In verità, Satana è l’umiliatore degli uomini. (25:29)

    In questi versi si descrive lo stato d’animo che hanno nel Giorno del Giudizio coloro che in questa vita hanno ignorato l’invito dei profeti. Come abbiamo appreso, il loro rimorso, in quel giorno, e’ tale da indurli a mordersi le mani. Si ricordano della propria vita, della loro indifferenza nei confronti della religione, degli insegnamenti dei profeti e della via del Signore e dell’attenzione che fecero invece ad amici ingiusti e peccatori, che li sviarono ulteriormente dalla retta via. Ed e’ lì che quelle persone pensano come sarebbe stato bello se avessero potuto agire diversamente e seguire invece la via della religione. Secondo il verso 29, ciò che e’ capitato a questa gente e’ stato tramato da Satana che cerca di allontanare gli uomini dal loro Signore e di lasciarli senza guida, soli e smarriti; in questo modo lui umilia gli uomini, cosa a cui mira da sempre. Satana per raggiungere il suo malefico obbiettivo impiega diversi strumenti ed uno di questi e’ nominato in questi versi: le cattive amicizie. L’esperienza dimostra che gli amici buoni o cattivi possono avere un ruolo importante nel destino dell’uomo. Ciò per il semplice fatto che l’uomo e’ soggetto all’influenza dell’ambiente che lo circonda; un amico, molte volte, può influenzare una persona anche più dei genitori e dei maestri a scuola. Al profeta dell’Islam chiesero: “Chi è il miglior amico? Rispose: Colui il cui viso vi ricordi Dio, la cui parola aumenti la vostra sapienza ed il cui comportamento vi ricordi il Giorno del Giudizio”.
    Da questi versi apprendiamo che:
    1. Se non stiamo attenti in questa vita, nell’altra verremo assaliti dal rimorso e non potremo più far nulla per recuperare.
    2. Abbandonare la via e gli insegnamenti dei profeti e’ un’ingiustizia mentre al contrario, mantenersi sul loro sentiero può significare la salvezza e la beatitudine eterna.
    3. In un cuore non possono sussistere due cose contrapposte. L’amore per i profeti non può convivere con l’amicizia con le persone impure e smarrite.
    4. Le cattive amicizie possono avere conseguenze pericolose per l’uomo. Gli amici cattivi e deviati, sono come degli agenti di Satana che agiscono per deviare la persona dal retto sentiero.

    Ed ora leggiamo il verso numero 30:

    وَقَالَ الرَّ‌سُولُ یَا رَ‌بِّ إِنَّ قَوْمِی اتَّخَذُوا هَذَا الْقُرْ‌آنَ مَهْجُورً‌ا
    Il Messaggero dice: “O Signore, il mio popolo ha abbandonato questo Corano!”. (25:30)

    Dopo aver descritto il rimorso dei peccatori e dei miscredenti nel Giorno del Giudizio, questa parte della sura cita anche le affermazioni che in quel giorno verrano fatte dal profeta dell’Islam; lui che in vita fu così buono e docile nei confronti di tutti, in quel giorno protesterà al cospetto di Dio per ciò che il suo popolo avrà fatto dopo di lui ovvero abbandonare il Corano e la Parola divina.
    Questa denuncia non riguarda solo i miscredenti contemporanei del profeta, ma anche i musulmani delle ere successive e quelli di oggi che magari leggono pure il Corano ma non mettono in atto i suoi insegnamenti. Purtroppo oggi, i musulmani s’immergono per lo più nella calligrafia e nella salmodia del Corano come due arti ma danno meno importanza ai contenuti del Libro.
    Mettono il Corano o parti di esso in cornici sontuose e lo rispettano, ma non sanno che dovrebbero invece aprirlo e usarlo per alleviare i dolori della propria anima e risolvere con le sue soluzioni i problemi della propria società.
    Quando c’e’ un matrimonio, quando si inaugura una fabbrica, quando si entra in una casa nuova, quando si vuole accompagnare un viaggiatore o un pellegrino, o quando si tratta di costruire una moschea o realizzare un’opera artistica, ecco che il Corano e’ al centro dell’attenzione.
    Il grosso problema, però, in seguito, e’ che lo sposo e la sposa non vivono seguendo gli insegnamenti del Corano; nemmeno nella fabbrica si lavora seguendo i suoi principi; nemmeno gli artisti s’impongono il rispetto dei suoi precetti.
    Purtroppo oggi il Corano e’ più che mai abbandonato. I musulmani hanno in mano il più completo ed eccelso programma di vita ma vivono sotto il dominio straniero e le loro nazioni vengono amministrate con leggi che sono in contrasto con quelle dell’Islam. La cosa peggiore e’ che pensano che diventando sempre più occidentali saranno sempre più felici e progrediti.
    Questo verso ci insegna che:
    1. Il messaggero di Dio sarà tra coloro che nel Giorno del Giudizio denuncierà i miscredenti. Dobbiamo ricordare che egli denuncierà chi in vita avrà abbandonato il Corano senza mettere in pratica i suoi insegnamenti.
    2. L’indifferenza nei confronti del Corano nella vita di tutti i giorni ci causerà problemi nell’altra vita.
    3. Non basta leggere solo il Corano ma e’ importante riflettere su di esso e soprattutto mettere in atto ciò che esso ordina per non figurare tra coloro che hanno abbandonato il Corano e che nell’altra vita andranno incontro ad un cattivo destino.
    Davood Abbasi

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