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    Parte (628): sura Al-Furqan (Il Discrimine), versetti 41-44

    Parte (628): sura Al-Furqan (Il Discrimine), versetti 41-44
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    Con la nostra lettura settimanale ci siamo inoltrati nella seconda metà della 25esima sura del sacro Corano che s’intitola Furqan o Discrimine.
    Questo brano del testo sacro islamico ha 77 versi ed e’ stato ispirato al messagero di Dio durante la sua permanenza alla Mecca, ovvero prima della sua storica egìra dalla Mecca a Medina.
    Il nome della sura, Furqan, o Discrimine, e’ uno dei nomi del Corano che appunto divide il vero dal falso.
    Iniziamo con la lettura dei versi 41 e 42 della sura Al Furqan o del Discrimine:
    وَإِذَا رَ‌أَوْکَ إِن یَتَّخِذُونَکَ إِلَّا هُزُوًا أَهَذَا الَّذِی بَعَثَ اللَّهُ رَ‌سُولًا
    Quando ti vedono non fanno altro che schernirti: “È costui, che Allah ha mandato come messaggero? (25:41)

    إِن کَادَ لَیُضِلُّنَا عَنْ آلِهَتِنَا لَوْلَا أَن صَبَرْ‌نَا عَلَیْهَا وَسَوْفَ یَعْلَمُونَ حِینَ یَرَ‌وْنَ الْعَذَابَ مَنْ أَضَلُّ سَبِیلًا
    C’è mancato poco che non ci sviasse dai nostri dèi, se solo non fossimo rimasti perseveranti”. Ma presto sapranno, quando vedranno il castigo, chi è il più sviato dalla [retta] via. (25:42)

    Il Signore, in questi passi, racconta ancora una volta ai fedeli approposito del comportamento dei miscredenti e dei rinnegatori della fede quando incontravano Mohammad (la pace sia con lui). Invece di ascoltare la sua parola, e di riflettere su di essa, lo prendevano in giro e lo canzonavano dicendo: “Questo sarebbe colui che Dio avrebbe scelto come messaggero? Una persona senza ricchezza che e’ cresciuta senza genitori sin dalla sua infanzia? Tanto meglio rimanere fedeli ai nostri dèi altrimenti lui ci potrebbe far cambiare idea”.
    In risposta a queste prese in giro, Dio stesso nel Corano, ricorda: “Quando questi trasgressori vedranno con i propri occhi i segnali del castigo divino, a quel punto comprenderanno molto bene chi era sviato, loro o il profeta!”.
    Il Corano, in altre parole, si chiede come mai questa gente riesca a dare del bugiardo ad una persona che ha vissuto per anni tra di loro e che è famosa per la sua sincerità; e si chiede anche come mai siano così sicuri di avere la ragione dalla propria parte quando l’unica motivazione che possono citare per l’adorazione degli dèi e’ che anche i loro antenati li adoravano. Da questi versi apprendiamo che:
    1) Coloro che non sono in grado di usare la mente e la ragione, di solito si mettono a prendere in giro gli uomini di Dio.
    2) Le persone cocciute ed ostinate di solito non sono disposte ad accettare la verità. Per questo in molti casi il motivo della mancata fede di una persona non e’ l’imperfezione dei ragionamenti inerenti alla fede, ma l’ostinazione della persona stessa nel rifiutarsi di credere.
    3) E’ valoroso essere resistenti sulla via della verità e della giustizia, non sulla via del torto.
    Ed ora leggiamo il verso numero 43:
    أَرَ‌أَیْتَ مَنِ اتَّخَذَ إِلَهَهُ هَوَاهُ أَفَأَنتَ تَکُونُ عَلَیْهِ وَکِیلًا
    Non ha visto quello che ha elevato a divinità le sue passioni? Vuoi forse essere un garante per lui? (25:43)

    Questo verso e’ rivolto al profeta dell’Islam e ricorda che alcuni miscredenti e rinnegatori di Dio non accetteranno il suo invito perchè questo e’ in contrasto con le loro passioni. Loro vogliono essere liberi di fare quello che vogliono e a loro non interesse tanto il fatto che le loro azioni siano buone o cattive sotto il profilo etico; per loro e’ importante godere e lasciano stare persino i suggerimenti della loro stessa mente. E’ chiaro che chi non dà peso alla sua stessa coscienza, non accetterà mai nemmeno gli insegnamenti di un profeta che e’ come una sorta di coscienza esteriore per gli uomini.
    Da questo verso apprendiamo che:
    1) La radice della miscredenza è l’adorazione delle proprie voglie e delle proprie passioni, non la ragione e le riflessioni logiche ed umane.
    2) La voglia di adorare il Signore e’ insita nella coscienza di ogni persona, ma alcuni uomini sbagliano e non comprendono che l’unico essere degno di adorazione e’ l’unico Creatore e pertanto si mettono ad adorare altri.
    3) Il valore della fede dipende dal fatto che sia stata scelta volontariamente dalle persone. I profeti, pertanto, non hanno il compito di costringere la gente a credere.
    Ed ora leggiamo il verso numero 44:
    أَمْ تَحْسَبُ أَنَّ أَکْثَرَ‌هُمْ یَسْمَعُونَ أَوْ یَعْقِلُونَ إِنْ هُمْ إِلَّا کَالْأَنْعَامِ بَلْ هُمْ أَضَلُّ سَبِیلًا
    Credi che la maggior parte di loro ascolti e comprenda? Non son altro che animali, e ancora più sviati dalla [retta] via. (25:44)

    Questo verso invita il profeta ed i credenti a non scoraggiarsi per via del comportamento dei miscredenti e a ricordarsi del fatto che questa gente non usa il proprio senno per comprendere la verità e non ha orecchie per ascoltare la parola della verità. In questo senso quelle persone sono come dei quadrupedi; anche i quadrupedi non capiscono il linguaggio del proprio padrone e non hanno volontà per decidere ed agire.
    Anzi, la gente che si ostina ad ingnorare la verità e’ peggiore degli animali; i poveri animali non hanno gli strumenti adatti per discernere il bene dal male, ma alcuni uomini, pur avendo questo strumento, che e’ il pensiero, si ostinano a non usarlo per poter continuare a condurre una vita immersa nei piacieri materiali. Il Corano comunque non dice che tutti i miscredenti siano così; infatti non tutti coloro che non credono si ostinano a non usare la propria ragione; alcuni sono veramente all’oscuro della verità e potrebbero trovare la giusta via. Insomma, sono peggiori degli animali solo quei miscredenti che pur comprendendo la verità, si ostinano a stare dalla parte del torto perchè ciò gli fa comodo.
    Dalla riflessione su questo verso queste sono le conclusioni che possiamo trarre:
    1) Gli animali non hanno un’intelletto sviluppato come l’uomo per poter distinguere il bene dal male, ma gli uomini corrotti, pur avendo questo strumento e pur sapendo di essere dalla parte del torto, proseguono a peccare perchè ciò rientra nei loro interessi mondani e a breve termine.
    2) Per poter usufruire della guida divina, bisogna ascoltare il messaggio divino e riflettere su di esso. Le sacre scritture sono di fatto la completazione della nostra coscienza; questi due strumenti ci conducono insieme verso la beatitudine eterna.
    3) Chi accetta la guida divina, salvaguarda la sua identità umana, ma coloro che si oppongono alla verità, finiscono ancora più in basso degli animali.

    Davood Abassi

    Radio Italia IRIB