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    3. Parte (629): sura Al-Furqan (Il Discrimine), versetti 41-49

    Parte (629): sura Al-Furqan (Il Discrimine), versetti 41-49

    Parte (629): sura Al-Furqan (Il Discrimine), versetti 41-49
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    Con la nostra lettura settimanale ci siamo inoltrati nella seconda metà della 25esima sura del sacro Corano che s’intitola Furqan o Discrimine.
    Questo brano del testo sacro islamico ha 77 versi ed e’ stato ispirato al messagero di Dio durante la sua permanenza alla Mecca, ovvero prima della sua storica egìra dalla Mecca a Medina.
    Il nome della sura, Furqan, o Discrimine, e’ uno dei nomi del Corano che appunto divide il vero dal falso.
    Iniziamo con la lettura dei versi 45 e 46 della sura Al Furqan o del Discrimine:
    أَلَمْ تَرَ‌ إِلَى رَ‌بِّکَ کَیْفَ مَدَّ الظِّلَّ وَلَوْ شَاءَ لَجَعَلَهُ سَاکِنًا ثُمَّ جَعَلْنَا الشَّمْسَ عَلَیْهِ دَلِیلًا
    Non hai visto come distende l’ombra, il tuo Signore? E se avesse voluto l’avrebbe fatta immobile. Invece facemmo del sole il suo riferimento; (25:45)
    ثُمَّ قَبَضْنَاهُ إِلَیْنَا قَبْضًا یَسِیرً‌ا
    e poi la prendiamo [per ricondurla] a Noi con facilità. (25:46)
    In questi due versi Dio fa’ presente agli uomini un altro dei suoi doni: l’ombra. E’ grazie all’ombra che si vengono a creare il giorno e la notte e per gli uomini ed altre creature, si crea la possibilità di riposare. Nel suo moto intorno al sole, metà della Terra e’ illuminata mentre l’altra metà rimane nell’ombra. La zona coperta dall’ombra però si sposta grazie al movimento di rotazione della Terra e così l’ombra della notte, ogni giorno, se ne va piano piano e lascia il posto al giorno. Questo meraviglioso sistema di avvicendamento della notte e del giorno influisce molto sulla vita delle creature ed impedisce il surriscaldamento o il raffreddamento eccessivo di una zona della Terra. Se Dio avesse voluto la notte per sempre, per il nostro mondo, da dove avremmo preso la luce? Se fosse sempre stato giorno, chi avrebbe portato la notte per farci riposare?
    Da questi versi apprendiamo che:
    1) Uno dei migliori modi per avvicinarsi a Dio e’ riflettere sui fenomeni naturali. Ciò per il semplice motivo che sono segni della potenza e della saggezza divina.
    2) Il moto rivoluzionario ed il movimento di rotazione della Terra non sono fenomeni casuali ma sono esito della saggezza divina e servono a creare sulla Terra le condizioni favorevoli per la sopravvivenza dell’uomo e degli altri esseri.
    Ed ora siamo giunti al verso numero 47:
    وَ هُوَ الَّذِی جَعَلَ لَکُمُ اللَّیْلَ لِبَاسًا وَالنَّوْمَ سُبَاتًا وَجَعَلَ النَّهَارَ‌ نُشُورً‌ا
    Egli è Colui Che della notte ha fatto una veste per voi, del sonno un riposo e ha fatto del giorno, un risveglio. (25:47)
    In questo verso la notte viene paragonata ad una veste, ad un qualcosa che copre gli uomini e dà loro la possibilità di riposare e di prepararsi al lavoro ed allo zelo del giorno. E’ naturale che le tenebre della notte rendano automaticamente impossibili molte delle attività umane; anche fisiologicamente le sue attività raggiungono un’intensità ridotta che e’ tipica del sonno. Questo verso, ci insegna che:
    1) L’avvicendarsi del giorno e della notte ha in se’ degli obbiettivi precisi e saggi ed e’ in questo senso uno dei doni concessi da Dio all’uomo.
    2) Gli esseri umani hanni bisogno di serenità. La notte e’ il momento migliore per dormire e risposarsi.
    3) Il giorno e’ il momento opportuno per lavorare e la notte il momento giusto per riposare. Stravolgere questo andamento naturale della vita e’ nocivo per la salute umana.
    Ed ora leggiamo i versi 48 e 49:
    وَهُوَ الَّذِی أَرْ‌سَلَ الرِّ‌یَاحَ بُشْرً‌ا بَیْنَ یَدَیْ رَ‌حْمَتِهِ وَأَنزَلْنَا مِنَ السَّمَاءِ مَاءً طَهُورً‌ا
    Egli è Colui Che invia i venti come annuncio che precede la Sua misericordia; e facciamo scendere dal cielo un’acqua pura, (25:48)
    لِّنُحْیِیَ بِهِ بَلْدَةً مَّیْتًا وَنُسْقِیَهُ مِمَّا خَلَقْنَا أَنْعَامًا وَأَنَاسِیَّ کَثِیرً‌ا
    per rivivificare con essa la terra morta e dissetare molti degli animali e degli uomini che abbiamo creato. (25:49)
    Dopo aver parlato del dono del giorno e della notte, questo passo del Corano fa’ riferimento ai venti ed alla pioggia, altri doni divini.
    Gli esseri umani scavano canali e tunnel per trasportare l’acqua verso le zone aride, ma Dio trasporta l’acqua attraverso il cielo; sopra mari ed oceani si formano, per via del calore solare, le nubi che vengono spostate dal vento; infine le nubi portano la pioggia nelle diverse zone della Terra. In questi versi due caratteristiche vengono citate per l’acqua della pioggia; si dice che essa ripulisce, depura e poi si dice che disseta; sono entrambe caratteristiche importanti per la vita umana. La prima ha un ruolo igienico-sanitario mentre la seconda ha un ruolo nutrizionale.
    Ricapitolando, questi sono i principali messaggi di questi versi:
    1) Il soffiare dei venti e l’arrivo della pioggia, non sono fenomeni casuali ma fatti che si verificano perchè il Signore ha avuto la saggezza di crearli in natura.
    2) Sotto il profilo unicamente fisico, l’uomo e’ come gli animali e non ha particolari superiorità. Le sue superiorità affiorano solo quando si considera l’aspetto intangibile e metafisico del suo essere e la sua voglia di progredire e salire, gradino dopo gradino, per la scala che lo avvicina al suo Creatore.
    3) L’acqua e’ pura e pertanto depura.
    Davvod Abassi

    Radio Italia IRIB