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    Quali sono i particolari peccati dei quali parla la supplica di Kumayl?

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    Quali sono i particolari peccati dei quali parla la supplica di Kumayl?

     

    Domanda

    Salam alaykum, l’imam Alì (A) nella du’a Kumayl a quali peccati si riferisce?
    “اَللّهُمَّ اغْفِرْ لِىَ الذُّنُوبَ الَّتى تَهْتِکُ الْعِصَمَ؛ اَللّهُمَّ اغْفِرْ لِىَ الذُّنُوبَ الَّتى تُنْزِلُ النِّقَمَ؛ اَللّهُمَّ اغْفِرْ لِىَ الذُّنُوبَ الَّتى تُغَیِّرُ النِّعَمَ؛ اَللّهُمَّ اغْفِرْ لىَ الذُّنُوبَ الَّتى تَحْبِسُ الدُّعاَّءَ؛ اَللّهُمَّ اغْفِرْ لىَ الذُّنُوبَ الَّتى تَقطَعُ الرَّجاءَ؛ اَللّهُمَّ اغْفِرْ لِىَ الذُّنُوبَ الَّتى تُنْزِلُ الْبَلاَّءَ”
    “O Allah, perdonami i peccati che lacerano l’infallibilità; o Allah, perdonami i peccati che procurano le punizioni; o Allah, perdonami i peccati che alterano la Tua grazia; o Allah, perdonami i peccati che ostacolano la mia supplica; o Allah perdonami i peccati che frantumano la speranza; o Allah, perdonami i peccati che attirano le sventure”

     

    Risposta (di islamquest.net)

    Risposta concisa

    In generale ogni peccato strappa i veli dell’infallibilità umana; ogni peccato può essere la causa di catastrofi, del rifiuto delle suppliche, della sottrazione del sostentamento, del pane quotidiano e delle benedizioni dalla vita umana, ecc. Fondamentalmente sono queste le caratteristiche e gli effetti naturali del peccato. Questo è ciò a cui fanno riferimento le nostre fonti religiose, però in alcuni hadìth sono state citate le conseguenze di alcuni peccati in modo specifico; per esempio, l’oppressione della gente, l’astenersi dalle buone azioni e dalla carità verso gli altri, l’ingratitudine verso le grazie e  il non ringraziare alterano i doni divini. Altresì i peccati che causano la punizione divina come l’oppressione consapevole dell’oppressore, l’aggredire la gente e deriderla. Peccati che diminuiscono il pane quotidiano: manifestare la propria povertà e dormire durante il tempo della preghiera della sera (salat al-‘isha’) permettendo che essa scada. Peccati che strappano i veli: bere alcolici, giocare d’azzardo, scherzare con la gente, fare discorsi futili, cercare difetti nella gente e frequentare gente corrotta. Peccati che fanno discendere il castigo: non aiutare gli oppressi, trascurare gli emarginati e omettere il dovere di “ordinare il bene e vietare il male”. L’imam Alì (A) chiede quindi il perdono di ogni peccato in generale, non di peccati specifici.

    Risposta dettagliata

    Rispondendo a questa domanda bisogna dire che fondamentalmente ogni peccato in generale strappa i veli dell’infallibilità[1] umana; ogni peccato può essere la causa di catastrofi, del rifiuto delle suppliche, sottrazione del pane quotidiano, del sostentamento e delle benedizioni dalla vita umana, ecc. Per principio queste sono le caratteristiche e gli esiti naturali del peccato. Ciò è quello che è stato riportato nei nostri testi religiosi. Negli hadìth è stato tramandato che Iddio dice: “A volte il servo mi chiede qualcosa e io esaudisco la sua richiesta, però in seguito pecca e io dico agli angeli: ‘Questo servo attraverso il peccato si è imbattuto nella Mia ira, meritandosi di essere privato dei Miei doni; da ora in poi non raggiungerà i propri voleri attraverso di Me, tranne se si sottometterà alla Mia servitudine”[2]. Inoltre l’imam Alì (A) disse: “Giuro su Dio che la gente non viene privata di un dono, se non a causa del suo peccato”.[3]

    Forse l’imam Alì (A), nelle prime frasi della du’a Kumayl, si riferiva proprio a questa questione e con la ripetizione delle frasi vuole dire: “O Dio, perdonami ogni peccato che strappa i veli dell’infallibilità, è la causa di catastrofi e del rifiuto delle suppliche, ecc.”. Infatti, alla fine di queste frasi dice: “Perdonami ogni peccato e ogni errore che ho commesso”.

    Il legame delle catastrofi e delle afflizioni con il peccato e la trasgressione è tale, che il sacro Corano considera il peccato la causa di ogni accidente che accade all’essere umano, dicendo: “Qualunque sventura vi colpisca, sarà conseguenza di quello che avranno fatto le vostre mani, ma [Allah] molto perdona”.[4]

    Dall’insieme degli insegnamenti religiosi, sia versetti che hadìth, si deduce che il peccato svolge un ruolo importante e influente nella discesa delle catastrofi, ad esempio l’imam Sadiq (A) disse: “La vita delle creature marine dipende dalla pioggia. Quando non piove, sia la terra che i mari vengono danneggiati e distrutti, e questo accade quando i peccati sono tanti”.[5]

    Questi erano alcuni esempi di hadìth che citano le conseguenze del peccato in modo generale, tuttavia vi sono alcuni hadìth che spiegano i difetti di alcuni peccati in particolare; in questa sede ne riportiamo un esempio:

    Abu Khalid Kabuli disse: “Ho sentito dire dall’imam Sajjad che: «I peccati che modificano i doni divini sono: l’oppressione della gente, l’abbandono delle buone opere e della carità alla gente, l’ingratitudine verso le grazie e  il non ringraziare. Iddio il Sublime dice: “… In verità Allah non modifica il destino di un popolo finché esso non muta nel suo intimo …”[6]. I peccati che portano punizioni sono: l’oppressione consapevole dell’oppressore, l’aggredire la gente e deriderla. Peccati che diminuiscono il pane quotidiano: manifestare la propria povertà, dormire durante il tempo della preghiera della sera (salat al-‘isha’) permettendo che essa scada, parimenti per la preghiera della mattina (salat al-fajr), sminuire i beni e lamentarsi presso Dio. Peccati che strappano i veli: bere alcolici, giocare d’azzardo, scherzare con la gente, fare discorsi futili, cercare difetti nella gente e frequentare gente corrotta. Peccati che fanno discendere il castigo: non aiutare gli oppressi, trascurare gli emarginati e omettere il dovere di “ordinare il bene e vietare il male”. Peccati che permettono al nemico di dominare l’essere umano: oppressione palese, peccare in pubblico, compiere atti vietati, disobbedire ai probi e sottomettersi ai malevoli. Peccati che anticipano la morte degli esseri umani: interrompere i legami con i parenti di sangue, giurare il falso, mentire, fornicare, l’adulterio, osteggiare la strada dei musulmani e affermare il proprio imamato senza esserne degni. Peccati che frantumano le speranze: sfiducia nella grazia divina, disperare della misericordia di Dio, fidarsi di altri all’infuori di Dio e negare le promesse divine, ecc. Peccati che causano il rifiuto delle suppliche (du’a): intenzione negativa, malignità interiore, ipocrisia verso i fratelli di fede, non esaudire i bisogni altrui, ritardare le preghiere obbligatorie fin quando scade il loro tempo, astenersi dal fare del bene sulla via di Dio, dall’elemosina e dalla carità, ingiuriare e insultare, ecc.»”.[7]

    È degno di nota che vi è la possibilità che per ognuno di questi gruppi vi siano maggiori esempi, ma per non dilungarci, sono stati citati solo i casi appena elencati. Come si può apprendere dagli hadìth, i motivi che causano il rifiuto delle du’a sono circa trenta e le cause in alcuni casi possono essere: il mangiare cibo proibito, la maldicenza, l’invidia, la presunzione, la superbia, la crudeltà di cuore, l’ipocrisia, e altre.

     

    Note

    [1] In questo contesto per “infallibilità” non s’intende l’immunità dai peccati e dagli errori, termine utilizzato riguardo agli Infallibili (il profeta Muhammad –S-, Fatima –A- e i dodici Imam –A-, ), bensì quella che l’essere umano possiede alla nascita, quando non ha ancora commesso alcun peccato.

    [2] Hasan Deylami, Irshad al-Qulub ila al-Sawab, vol. 1, pag. 150, Sharif Razi, Qom, prima stampa, 1412 AH.

    [3] Ibidem.

    [4] Sacro Corano, 42:30.

    [5] Mohammad Baqer Majlesi, Bihar al-anwar, vol. 70, pag. 349, Mu’assisat al-wafa’, Beirut, 1409 AH.

    [6] Sacro Corano, 13:11.

    [7] Cfr.: Hurr ‘Amili, Wasa’il al-Shi’ah, vol. 16, pp. 282 e 283, Al al-bayt, Qom, 1409 AH.