Fonti Islamiche

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    Quali sono le principali differenze tra sunniti e sciiti?

    • Mostafa Milani Amin
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    Quali sono le principali differenze tra sunniti e sciiti?
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    DOMANDA
    Quali sono le principali differenze tra sunniti e sciiti?
    RISPOSTA
    Per quanto riguarda le principali differenze tra i due maggiori gruppi in cui si suddividono i musulmani, gli sciiti e i sunniti, posso immediatamente dire che buona parte delle differenze risale a quanto è accaduto prima e dopo della dipartita del Sommo Profeta. Noi sciiti, in base a chiare e inequivocabili prove dimostriamo che il sommo Profeta Muhammad (s.a.w.) più volte durante la sua vita designò e indicò Alì ibn Abi Talib (a.s.), suo cugino, genero e più vicino compagno, come suo immediato successore. Questo può essere dimostrato sia attraverso le fonti sciite, ovviamente, che attraverso le due maggiori fonti accettate quasi all’unanimità dal mondo sunnita come fonti principali e di riferimento, che sono il Muslim e il Bukhari. Questo per quanto riguarda prima della dipartita del Profeta.
    Dopo la dipartita del Profeta sono invece accaduti eventi che hanno segnato questa divisione storica. Ovviamente quelli che assistettero e furono testimoni delle diverse occasioni nelle quali il Sommo Profeta presentò Alì come suo immediato successore, si aspettavano che Alì succedesse al Profeta e diventasse il Califfo, l’Imam e la guida temporale e spirituale del mondo islamico, quindi sia capo di stato che guida spirituale. Purtroppo però questo non accadde perché alcuni altri compagni del Profeta contestarono ad Alì il suo califfato e la sua successione, nonostante avessero già accettato questo fatto prima della dipartita del Profeta.
    Il più importante evento che viene ricordato sia dalle fonti sunnite che dalle fonti sciite è l’evento di Ghadir, nel quale il Profeta, al ritorno dall’Ultimo Pellegrinaggio (che viene chiamato in arabo Hajjat-ul-Widaa’), ordinò a decine di migliaia di musulmani di fermarsi nella località di Ghadir, dove essi assistettero a un lungo sermone del Profeta, storico e significativo, che è appunto chiamato Sermone di Ghadir.
    Il diciottesimo giorno del mese di dhul-Hajjah, con un lungo Sermone, il Sommo Profeta designò chiaramente, ribadendo più volte e con più frasi, l’immediata successione di Alì dopo di lui, come Guida, Imam, Califfo e Capo di Stato della Nazione Islamica. Tutti ne furono testimoni, anche celebri compagni del Profeta, come Umar, Abu Bakr e Uthman, e appunto in quella occasione, per ordine del Profeta, giurarono tutti fedeltà ad Alì, cosa che è testimoniata in modo chiarissimo e inequivocabile dalle fonti sciite, che sono tra le fonti più accreditate dell’Islam, perché praticamente la catena dei narratori di queste tradizioni, che formano queste fonti, sono la famiglia del Profeta, sono Alì, Fatima, Hassan ibn Alì (il nipote maggiore del Profeta), Husayn ibn Alì, e i figli e i pronipoti del Profeta come il grande Imam Sadiq, che ai suoi tempi era il più grande sapiente musulmano, e fu anche il maestro di Abu Hanifa, che è uno dei più grandi Imam delle quattro scuole sunnite. Fatima è la Signora delle donne del Paradiso, come si può leggere nel Bukhari e nel Muslim; ella è parte del Profeta, che appunto disse “Fatima è parte di me”; nelle fonti islamiche troviamo inoltre tante altre cose che dimostrano il suo grande rango. Alì invece era il più vicino al Profeta: era parente, cugino, genero, era stato cresciuto dal Profeta, e il Profeta stesso era stato cresciuto dal padre di Alì, Abu Talib. Quindi sono sempre stati insieme. Comunque quando si parla di fonti sciite alcuni nostri cari fratelli sunniti ci contestano “ma sono le vostre fonti”. D’accordo che sono le nostri fonti però sono tra le più accreditate fonti islamiche perché si rifanno ai più accreditati e autorevoli personaggi dell’Islam: Alì, Fatima e la Famiglia del Profeta.
    Comunque prescindiamo dalle fonti sciite, arriviamo alle fonti sunnite che narrano l’evento di Ghadir. La famosa frase che viene sempre ricordata: “Man Kuntu Mawlaa fa Haazhaa Aliyyun Mawlaa” è una delle frasi con le quali il Sommo Profeta ricordò e ordinò ai musulmani di seguire Alì e lo designò come suo successore. Che cosa vuol dire questa frase? Significa: “Chi ha accettato me, durante la mia vita, come suo “Mawlaa” (mawlaa vuol dire superiore, padrone, colui che decide le sorti) allora dopo di me dovrà accettare Alì come suo Mawlaa!”. Questa frase è stata narrata in quasi tutte le principali fonti sunnite. Ovviamente la maggior parte o quasi tutti i nostri fratelli sunniti la giustificano dicendo che qui “mawlaa” vuol dire amico o altre cose; però noi rispondiamo dicendo: come può voler dire amico? Cioè il Profeta avrebbe fermato decine di migliaia di musulmani sotto il sole, in mezzo al deserto e raccolto tutta quella gente per dire una cosa già evidente e nota a tutti: “Alì è mio amico”?! Quindi anche a fermarsi a questa frase si comprende che c’è qualcosa di profondo. Poi dopo ovviamente nel Sermone ci sono molte altre frasi che dimostrano che il Profeta voleva Alì alla guida della Nazione Islamica subito dopo di sé, e non dopo ventitré anni, cose che purtroppo non sono state narrate ma che esistevano nelle fonti sunnite, alcune forse sono state anche censurate, non voglio però entrare in polemica.