Fonti Islamiche

    1. home

    2. article

    3. Secondo il Corano e gli hadìth, quali atti annullano le azioni probe e lodevoli?

    Secondo il Corano e gli hadìth, quali atti annullano le azioni probe e lodevoli?

    Secondo il Corano e gli hadìth, quali atti annullano le azioni probe e lodevoli?
    Rate this post

     

    Secondo il Corano e gli hadìth, quali atti annullano le azioni probe e lodevoli?

     

    Domanda

    Secondo il Corano e gli hadìth, quali atti annullano le azioni probe e lodevoli?

     

    Risposta concisa (di islamquest.net)

    Nel Corano e negli hadìth, credere in Dio e allontanarsi dalla miscredenza e dall’apostasia, sono considerate le condizioni fondamentali, affinché le buone azioni siano accettate. Senza di queste, nessuna buona azione è accettata.

    Ciò di cui discuteremo nella risposta dettagliata, sono le cause che annullano le nostre azioni, come il trascurare la preghiera, rinfacciare le buone azioni, insoddisfazione rispetto a ciò che accade, ecc.

    Tali cause sono dovute a una fede debole e quindi, se ci sforziamo di difendere la nostra fede, anche le nostre azioni saranno custodite.

    Risposta dettagliata (di islamquest.net)

    Nel Corano e negli hadìth riguardo ai peccati che cancellano le buone azioni, si usa il termine habt. Prima di occuparci della risposta, dobbiamo analizzare il significato terminologico della parola araba habt. In seguito citeremo gli esempi riportati nel Corano e negli hadìth, e infine spiegheremo l’importanza del custodire le buone azioni.

    Il significato di habt

    Habt significa annullamento delle azioni e perdita del loro effetto. Nel libro Sihhah al-Lughah è riportato che: “Le sue azioni sono state annullate cioè hanno perso la loro ricompensa”[1]. Inoltre nel libro Misbah al-Munir troviamo scritto: “Le sue azioni sono state annullate, cioè sono diventate corrotte e nulle”[2].

    Nel Corano e negli hadìth alcune azioni riprovevoli, sono state descritte come causa dell’annullamento delle azioni positive. Di seguito le analizziamo, prima nel Corano e poi negli hadìth.

    A. Habt nel Corano

    Nel Corano la parola habt e i suoi derivati sono presenti sedici volte, abbinati alle azioni che causano l’eliminazione delle buone opere, per esempio:

    1. La miscredenza e l’associare altri a Dio

    a. “Coloro che sono miscredenti vanificano le opere loro e nell’altra vita saranno tra i perdenti”[3].

    b. “Non spetta agli associatori la cura delle moschee di Allah, mentre sono testimoni della loro stessa miscredenza. Ecco quelli che vanificano le opere loro e che rimarranno perpetuamente nel Fuoco”[4].

    In questi due versetti la miscredenza e l’associare altri a Dio, vengono esplicitamente descritti come la causa dell’annullamento delle azioni dei miscredenti e degli associatori.

    2. L’ipocrisia

    E i credenti diranno: «Questi sono coloro che giuravano [in nome] di Allah, con giuramento solenne, che erano con voi?». Le loro opere si sono vanificate e saranno coloro che si perdono”[5].

    3. Negare i segni di Dio e il Giorno del Giudizio

    Quanto a coloro che negano i Nostri segni e l’incontro dell’altra vita, le loro opere sono vanificate. Saranno compensati per altro che di quello che avranno fatto?”[6].

    B. Habt negli hadìth

    1. Perdere la preghiera senza motivo

    ‘Ubayd ibn Zurarah disse: “Ho chiesto l’esegesi del versetto “Coloro che sono miscredenti vanificano le opere loro[7] all’imam Sadiq (A). Egli rispose: «Si riferisce a chi non compie un’azione in cui ha ammesso di credere». ‘Ubaid disse: «Che importanza deve avere quell’azione? Ogni tipo di azione?». L’Imam replicò: «Tra di essi c’è chi perde la preghiera volontariamente senza essere ebbro o avere una giustificazione»[8].

    2. Dubitare dei principi della religione

    Uno dei compagni dell’imam Sadiq (A) di nome Mufadhdhal, tramanda che sentì dire da quel Nobile (A): “Chi dubita e rimane in questo stato, Iddio gli annulla le buone azioni perché la prova di Dio è una prova chiara”[9].

    L’allamah Majlesi (ra) nella spiegazione dell’hadìth scrive: “A chi ha la possibilità di arrivare alla certezza, non è concesso dubitare dei principi della Religione. Quando si dice che la prova di Dio è chiara, s’intende che chiunque cerchi una prova per i principi della Religione, ottiene la certezza e a quel punto non c’è più spazio per alcun dubbio”[10].

    3. Una donna che dice al proprio marito di non aver ricevuto nessun bene da lui

    Sebbene nella vita coniugale molte delle fatiche che compie la donna per curare la casa, come le pulizie, il cucinare, l’occuparsi dei bambini, ecc., non siano obbligatorie e Iddio in cambio di queste faccende la ricompenserà immensamente, se però insieme a queste fatiche importuna il marito e gliele rinfaccia, le sue buone azioni saranno annullate. In un hadìth l’imam Sadiq (A) disse: “Qualsiasi donna che dice al proprio marito di non aver ricevuto alcun bene da lui, avrà cancellata la ricompensa delle sue azioni”[11].

    4. Miscredenza nella wilayah (guida) di Alì (A)

    Abi Hamzah narra di aver chiesto l’esegesi del versetto: “Coloro che calpestano la loro fede vanificano le opere loro e nell’altra vita saranno tra i perdenti”[12], all’imam Baqir (A). Egli gli rispose: “Il significato esoterico di questo versetto è la miscredenza nella wilayat di Alì (A), poiché per fede s’intende il nobile Alì (A)”[13].

    Dall’insieme delle informazioni riportate diventa chiaro che l’habt non riguarda solo un caso specifico di buone azioni, bensì tutti gli aspetti della vita, personale e sociale, credo ed etica.

    Considerando che opposto all’habt c’è il takfir (coprire i peccati), sfruttiamo l’occasione per spiegare anche questo concetto.

    Allo stesso modo di come gli atti riprovevoli annullano le buone azioni, le azioni positive a loro volta cancellano i peccati e forse li trasformano in buone opere. Di seguito riportiamo alcuni esempi:

    1. Compiere le preghiere obbligatorie

    Esegui l’orazione alle estremità del giorno e durante le prime ore della notte. Le opere meritorie scacciano quelle malvagie”[14].

    2. Astenersi dai peccati maggiori

    a. “Se eviterete i peccati più gravi che vi sono stati proibiti, cancelleremo le altre colpe …”[15].

    b. “Essi sono coloro che evitano i peccati più gravi e le perversità e non commettono che le colpe più lievi”[16].

    Considerando il ruolo educativo dell’habt e del takfir nella vita dell’essere umano è utile spiegare anche la necessità del custodire le buone azioni.

    Una delle questioni raccomandate nel Corano e negli hadìth in merito alle azioni dell’essere umano, è la custodia delle buone azioni poiché in caso contrario è possibile che esse non abbiano un esito positivo.

    In un hadìth del Profeta (S) si narra che riguardo all’eccellenza dei tasbihat ‘arba’ah[17] egli disse: “Iddio, per ognuno degli zikr che il credente recita, pianta un albero per lui in Paradiso”. Un tale disse: “Allora abbiamo molti alberi in Paradiso!”. Il Profeta replicò: “Sì, però state attenti a non inviare un fuoco che li bruci”, e a quel punto recitò il seguente versetto: “O credenti! Obbedite ad Allah e obbedite al Messaggero e non vanificate le opere vostre”[18] [19].

     

    Note

    [1] Isma’il ibn Hammad al-Juhari, Al-Sihhah, vol. 3, pag. 1118, Dar al-‘ilm, Beirut, 1990.

    [2] Ahmad ibn Muhammad al-Qayyumi, Al-Misbah al-Munir, pag. 118.

    [3] Sacro Corano, 5:5.

    [4] Sacro Corano, 9:17.

    [5] Sacro Corano, 5:53.

    [6] Sacro Corano, 7:147.

    [7] Sacro Corano, 5:5.

    [8] Muhammad ibn Ya’qub Kulayni, Usul al-Kafi, vol. 2, pag. 387, hadìth 12, Dar al-kutub al-islamiyyah, Teheran, 1986.

    [9] Ivi, vol. 2, pag. 400, hadìth 8.

    [10] Mohammad Baqer Majlesi, Mir-at al-‘Uqul, vol. 11, pag. 186, Dar al-kutub al-islamiyyah, Teheran, 1404 AH.

    [11] Muhammad ibn Hasan Hurr ‘Amili, Wasa’il al-Shi’ah, vol. 20, pag. 162, hadìth 7, Mu’assisah Al al-Bayt, Qom, 1409 AH.

    [12] Sacro Corano, 5:5.

    [13] Mohammad Baqer Majlesi, Bihar al-Anwar, vol. 35, pag. 369, hadìth 14, Mu’assisah al-Wafa’, Beirut, 1404 AH.

    [14] Sacro Corano, 11:114.

    [15] Sacro Corano, 4:31.

    [16] Sacro Corano, 53:32.

    [17] Ossia le quattro lodi che si possono recitare nella terza e quarta raka’h delle preghiere al posto della sura al-Hamd: Subhanallah wa alhamdulillah wa la ilaha illallah wallahu akbar.

    [18] Sacro Corano, 47:33.

    [19] Muhammad ibn Alì al-Saduq, Al-Amali, vol. 1, pag. 607, Entesharat-e ketabkhane-ye eslami, Teheran, 1983.