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    3. Si possono confrontare i peccati delle persone, al fine di stabilire se è maggiore il proprio peccato o quello di un’altra persona?

    Si possono confrontare i peccati delle persone, al fine di stabilire se è maggiore il proprio peccato o quello di un’altra persona?

    Si possono confrontare i peccati delle persone, al fine di stabilire se è maggiore il proprio peccato o quello di un’altra persona?
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    Si possono confrontare i peccati delle persone, al fine di stabilire se è

    maggiore il proprio peccato o quello di un’altra persona?

     

    Domanda

    Salam alaykum.
    1. Io purtroppo mi sono comportata superficialmente e per alcuni giorni sono uscita di casa senza foulard, però mi sono pentita e ho chiesto perdono.
    2. Mio marito guarda immagini e film immorali! È maggiore il mio peccato o quello di mio marito? Egli dice che il mio è più grave nonostante mi sia pentita.

     

    Risposta (di islamquest.net)

    Risposta concisa

    L’indecenza dei peccati non è tutta dello stesso livello e allo stesso modo i peccatori non rientrano tutti nello stesso grado. In realtà tra i peccati esiste differenza, alcuni sono maggiori, altri minori. Alcuni di essi violano i diritti di Dio e altri quelli della gente. A loro volta anche i peccati maggiori non sono tutti dello stesso livello. Il peccato di una persona non autorizza un’altra a peccare a sua volta. Noi dobbiamo prestare particolare attenzione a questo detto del profeta Muhammad (S): “Beato colui che il timore di Dio lo libera dal temere la gente, e beato chi considerando i propri difetti si astiene dal giudicare gli errori altrui”.

    Risposta dettagliata

    Per rispondere alla sua domanda è necessario considerare alcuni punti:

    1. Come sa l’indecenza dei peccati non è tutta dello stesso livello e allo stesso modo i peccatori non rientrano tutti nello stesso grado. In realtà tra i peccati esiste differenza, alcuni sono maggiori, altri minori. Alcuni di essi calpestano i diritti di Dio e altri quelli della gente. A loro volta anche i peccati maggiori non sono tutti dello stesso livello. Pertanto il suo peccato, quello di suo marito e quello di altre persone non sono allo stesso livello. Il peccato di chi è consapevole che quanto sta facendo è peccato e inoltre lo ripete, rispetto a chi commette un peccato per errore, naturalmente sarà più grave.
    2. Il peccato costituisce disobbedienza nei confronti degli ordini di Dio, l’Eccelso, Colui che è Padrone di tutti i beni di cui usufruiamo, e, benché un peccato esteriormente possa sembrare piccolo, in realtà viene considerato lo stesso grande. Sarebbe perciò meglio che prima di peccare pensassimo a Dio e ci sentissimo al Suo cospetto.
    3. Saprà anche che se una persona torna in se stessa dopo aver commesso un peccato, e si rende conto che ha disobbedito a Dio, si pente e chiede perdono sinceramente, Iddio perdonerà il suo peccato e la farà diventare oggetto della Sua grazia e affetto. Considerando i versetti del Corano e gli hadìth, e basandosi sulla fedele promessa di Dio, non esiste peccato che in caso di vero pentimento, Egli non perdoni, ad eccezione dell’associazione di altri a Dio[1]; anche in questo caso però se una persona accetta l’unicità di Dio e si pente veramente, il suo pentimento sarà accettato.
    4. Il peccato commesso da parte di una persona non autorizza un’altra a peccare a sua volta. È necessario ricordare a suo marito che se lei in passato ha commesso degli errori, questo non costituisce un motivo perché anche lui ripeta questi errori. Fondamentalmente una coppia che voglia vivere insieme per lunghi anni e salire gli scalini della perfezione aiutandosi a vicenda, non deve cercare i punti deboli del compagno e rinfacciarsi gli sbagli, poiché questo non è razionale né lodevole e nemmeno un permesso per peccare.
    5. Tutti noi dobbiamo prestare attenzione a questo detto del profeta Muhammad (S):

    “… طُوبَى لِمَنْ شَغَلَهُ خَوْفُ اللَّهِ عَزَّ وَ جَلَّ عَنْ خَوْفِ النَّاسِ طُوبَى لِمَنْ مَنَعَهُ عَیْبُهُ عَنْ عُیُوبِ الْمُؤْمِنِینَ مِنْ إِخْوَانِه ‏…”

    “Beato colui che il timore di Dio lo libera dal temere la gente, e beato chi considerando i propri difetti si astiene dal giudicare gli errori altrui”[2].

     
    Note

    [1] Sacro Corano, 4:48 e 116.

    [2] Kulayni, Usul al-Kafi, vol. 8, pag. 165, Dar al-kutub al-islamiyyah, Teheran, 1986; Hurr ‘Amili, Wasa‘il al-Shia‘h, vol. 15, pag. 289, Al al-Bayt, Qom, 1409 AH.