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    Siria, le figure religiose assassinate dai Wahhabiti

    Siria, le figure religiose assassinate dai Wahhabiti
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    Il conflitto in Siria ha incluso, sin dal primo giorno, attacchi alla sua impostazione laica. Lo Shaykh Ramadan al-Bouti è stato l’ultima e più importante vittima in due anni di attacchi alle personalità islamiche in Siria. Un attacco che è stato lanciato dall’ELS (Esercito Libero Siriano) a musulmani e cristiani che hanno rifiutato di cadere nel previsto scenario della guerra civile.

    Ecco alcuni altri martiri che hanno preferito la morte piuttosto che rinunciare alla vera essenza del dîn [la “religione”] o essere complici della rovina della propria nazione. Tutti quanti hanno amato la Siria più del denaro o della loro vita.

    Lo Shaykh Hassan Bertawi, imam della moschea al-Nawawi di Rukn ed-Din, è stato ucciso dall’ELS il 27 agosto del 2012. I terroristi che lo stavano cercando l’hanno freddato davanti alla sua abitazione a Rukn ed-Din, a Damasco. Lo shaykh era apparso più volte in programmi della televisione siriana, ed era noto per essere filo-governativo. Prima di essere ucciso, i terroristi lo avevano minacciato affinché non apparisse più in televisione, arrivando a anche ad incendiargli la casa.

    Lo Shaykh ‘Abd al-Latif al-Shami è stato sequestrato dall’ELS il 25 febbraio 2012, in moschea, a Sayf al-Dawlah (Aleppo), mentre conduceva la preghiera del jum‘a [quella del venerdì]. Il sequestro è avvenuto proprio di fronte ai fedeli. I rapitori hanno sparato alcuni colpi di avvertimento per impedire ai presenti di aiutare lo shaykh. Il suo corpo venne ritrovato alcune ore dopo presso il parco Sayf al-Dawlah. Lo shaykh aveva partecipato a varie iniziative a favore del governo, a fianco di sacerdoti cristiani, manifestando per una Siria laica ed unita.

    Il dr. Muhammad Ahmad al-Sadiq ‘Awf, imam della moschea di Anas Ibn Malik ad al-Midan (Damasco), è stato assassinato il 15 febbraio 2012. I terroristi hanno aperto il fuoco mentre si recava a casa. Lo shaykh era apparso più volte in trasmissioni della televisione siriana, ed aveva chiesto agli sceicchi sauditi, in diretta televisiva, un paio di giorni prima del suo assassinio: “Come si possono vietare le proteste in Arabia Saudita e permetterle in Siria?”. Il martire aveva un dottorato in Shari‘a, era sposato ed aveva quattro figli.

    Lo Shaykh ‘Adnan Sa‘b, imam della moschea al-Muhammadi a Mezzeh (Damasco), è stato ucciso il 19 marzo 2013. La sua auto è stata colpita mentre si dirigeva da casa sua ad al-Zahera, per svolgere le sue preghiere mattutine in moschea.

    Lo Shaykh Naser al-‘Alawi, imam della moschea di Sayyida Zaynab, è stato ucciso il 14 aprile 2012 mentre tornava a casa dopo aver svolto le preghiere serali a Sayyida Zaynab. Gli hanno sparato a distanza ravvicinata, ed i presenti hanno riferito che l’assassinio si è svolto come un’esecuzione. Lo shaykh era un rinomato ‘alim [dotto, sapiente, ndt] sciita.

    Lo Shaykh ‘Abd Allah al-Saleh, direttore dei Waqf a Raqqa, è stato ucciso il 30 dicembre 2012 davanti alla sua casa. Lo shaykh era noto per la sue prese di posizione filo-governative.

    Il sacerdote cristiano Basilios Nassar è stato ucciso in Kafer Bahem (Hama) il 25 gennaio 2012. L’ELS ha sparato al sacerdote che stava cercando di aiutare un uomo ferito (un musulmano!).

    Il sacerdote cristiano Fadi Haddad è stato trovato morto il 25 ottobre 2012 nella campagna di Damasco. Il sacerdote è stato rapito mentre dava all’ELS il riscatto per liberare un ostaggio della sua congregazione religiosa detenuto a Qatana. Il suo corpo è stato trovato mutilato, con gli occhi strappati e pure senza cuoio capelluto.

    Oltre all’attacco a figure religiose, l’ELS ha al suo attivo una lunga lista di assassinii di intellettuali, scienziati, attori di primo piano, medici, ricercatori, generali

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