Fonti Islamiche

    1. home

    2. article

    3. Vi sono versetti del Corano o du’a per aver successo e aumentare il rendimento nello studio?

    Vi sono versetti del Corano o du’a per aver successo e aumentare il rendimento nello studio?

    Vi sono versetti del Corano o du’a per aver successo e aumentare il rendimento nello studio?
    Rate this post

     

    Vi sono versetti del Corano o du’a per aver successo e aumentare il rendimento nello studio?

     

    Domanda

    Sono uno studente. Nonostante m’impegni molto, non riesco a comprendere alcuni concetti. Potete consigliarmi dei versetti del sacro Corano o delle du’a con relativa traduzione, affinché, se Dio vuole, abbia successo negli studi?

     

    Risposta (di islamquest.net)

    Risposta concisa

    Lo studio consiste nell’osservare una cosa con precisione e attenzione per capire e ottenere informazioni. Perciò ogni lettura priva di queste caratteristiche non è considerata “studiare”. È ovvio che lo studio, come ogni altra azione, richiede il rispetto di certe condizioni tramite cui ottenere un rendimento utile e ambito.

    I requisiti per uno studio dal rendimento positivo sono:

    1. Obiettivo, motivazione ed entusiasmo.
    2. Buonumore e pazienza.
    3. Ordine, programmazione e conoscenza dei metodi corretti e scientifici per studiare.
    4. Assiduità, riposo, svago ed esercizi di riscaldamento.
    5. Scelta di libri appartenenti alla propria specializzazione e comprensione.
    6. Luogo silenzioso, con temperatura adeguata e luce sufficiente.
    7. Utilizzare strumenti semplici e idonei allo studio; rispettare i consigli scientifici e medici al riguardo.
    8. Sintetizzare e annotare.
    9. Memorizzare, ricordare e applicare i concetti studiati.
    10. Sana alimentazione.
    11. Purità interiore e spirituale, in particolar modo avere sempre il wudhu.
    12. Pregare di capire meglio.Il nostro nobile Profeta (S), la creatura più saggia, chiese al proprio Dio:

    “زِدْنِی عِلْماً”

    “Accresci la mia scienza”.

    Vi consigliamo di recitare la du’a per lo studio la cui traduzione è la seguente:

    “O Dio, liberaci dall’oscurità e onoraci con la luce della comprensione; o Signore, apri a noi le porte della Tua grazia ed elargisci a noi i tesori della Tua scienza; per la Tua grazia, o più Benevolo dei benevoli”.

    Se Dio vuole, leggendo questa du’a, oppure chiedendo di comprendere con ogni altra du’a e in qualsiasi lingua, e altresì rispettando le condizioni citate, il rendimento nello studio si accrescerà.

    Risposta dettagliata

    Studiare significa osservare con attenzione una cosa per capire e ottenere informazioni da essa, per questo lo studio è accompagnato da riflessione, attenzione e comprensione, e ogni lettura che non è seguita da queste caratteristiche non può essere definita “studio”[1]. Senza dubbio emergere dall’ignoranza e unirsi all’oceano della conoscenza, richiede condizioni che, se assenti, non permetteranno di raggiungere lo studio ambito e utile.

    A questo punto, noi, per raggiungere questo nobile obiettivo, elencheremo le condizioni più importanti necessarie per ottenere uno studio di successo:

    Prima condizione – Colui che studia deve applicarsi allo studio con una forte motivazione e fervore, poiché lo stimolo principale di ogni lavoro o azione, è l’interesse verso di esso.

    Seconda condizione – Brio e pazienza nello studio, poiché nei casi d’indisposizione e angoscia, l’anima non ha la pazienza né la capacità di studiare e imparare.

    Terza condizione – Scegliere orari adeguati e gradevoli, come l’alba e la mattina presto che aumentano la capacità di comprensione e memorizzazione dei concetti.[2]

    Se studiamo in modo professionale, possiamo farlo in qualsiasi momento senza che cambi l’efficienza nell’orario scelto; ogni ora per noi sarà gradevole. Infatti i diversi test, che sono stati eseguiti per stabilire il periodo migliore per studiare e misurare l’efficienza nei vari orari, hanno chiarito che non esiste un criterio per preferire alcune ore ad altre. È stato però dimostrato che lo studio immediatamente dopo il riposo notturno, a volte, non ha un esito positivo, ma trascorsi venti o trenta minuti da quando ci si è svegliati, niente ostacolerà poi lo studio e la sua efficienza sarà proficua.

    Nel caso non fossimo degli studiosi professionisti, dobbiamo applicarci allo studio nelle ore in cui abbiamo più entusiasmo e accantonarlo quando non abbiamo voglia.

    Quarta condizione – Studi mirati e scelta di libri e argomenti idonei alla propria specializzazione, comprensione e conoscenza, nonché utilizzo di un metodo corretto e scientifico per lo studio, in particolar modo la lettura veloce e non quella parola per parola trattenendosi sui singoli vocaboli; infatti questo metodo non è approvato scientificamente e rende inattiva gran parte della capacità mentale sprecando tempo. Inoltre, colui che vuole studiare deve pianificare la propria giornata e studiare in base ad un programma ben definito, applicabile durante la settimana, il mese e l’anno, e preservandolo da ogni tipo di disorganizzazione e disturbo.

    Quinta condizione – Colui che studia deve proteggere il proprio programma di studio, seriamente ed assiduamente, senza che niente possa impedirgli di studiare e ricercare, bensì sforzarsi di raggiungere le vette della conoscenza.

    Sesta condizione – Il ricercatore, in possesso di un programma di studio, deve stabilire momenti di riposo e svago nel corso della giornata: riposare cinque-dieci minuti ogni trenta-quaranta minuti di studio, sì da mantenere la propria salute ed avere la forza fisica e spirituale per studiare e ricercare nuovamente.

    Settima condizione – Il luogo dove si studia dev’essere silenzioso e privo di decorazioni; ogni cosa che può deconcentrare dev’essere rimossa. Inoltre il luogo in questione deve essere illuminato a sufficienza, ben aerato e avere una temperatura adeguata.

    Ottava condizione – Gli strumenti di studio, quali la scrivania e la sedia devono essere semplici e conformi agli standard. Colui che studia deve avere una sufficiente conoscenza del loro utilizzo e rispettarne i principi scientifici e i consigli medici, come: la posizione corretta per stare seduti; alzarsi e camminare dopo un certo periodo di tempo che si è seduti e compiere riscaldamento fisico; rispettare la distanza adeguata tra gli occhi e il testo (almeno trenta centimetri). Tutto ciò per non rovinare la salute.

    Nona condizione – Attraverso la sintesi e l’annotazione dei concetti e titoli chiave di un libro, nonché attraverso l’evidenziazione e la classificazione dei concetti, si può migliorare la competenza nel testo.

    Decima condizione – Confidare in Dio e fare ricorso a Lui; la purità interiore e spirituale, in particolar modo essere continuamente in stato di wudhu, svolgono un ruolo importante nell’ottenere la conoscenza.

    Undicesima condizione – Una corretta alimentazione, che procuri le sostanze necessarie al corpo, soprattutto al cervello, permette di studiare senza problemi. La dieta alimentare deve essere regolata in modo da soddisfare i bisogni del cervello. Si consiglia l’utilizzo di latticini, proteine, cereali, verdure e frutta, fresca e secca, come noci, mandorle e nocciole[3].

    Dodicesima condizione – Invocare e ricordare Iddio, richiedendo una comprensione migliore e maggiore; supplicare nella propria lingua o in arabo.

    Il nostro nobile Profeta (S), la creatura più saggia, chiese al proprio Dio:

    “ربّ زِدْنِی عِلْماً”

    “Signor mio, accresci la mia scienza”[4].

    Vi consigliamo di recitare anche le seguenti du’a:

    “اللهم اخرجنی من ظلمات الوهم و اکرمنی بنور الفهم اللهم افتح علینا ابواب رحمتک و انشر علینا خزائن علومک برحمتک یا ارحم الراحمین”

    Allahumma akhrijni min zulumatil-wahm wa akrimni bi-nuril-fahm; Allahumma-ftah ‘alayna abwaba rahmatik wa-nshur ‘alayna khaza’ina ‘ulumik, bi-rahmatika ya Arhamar-rahimin.

    “O Dio, liberaci dall’oscurità e onoraci con la luce della comprensione; o Signore, apri a noi le porte della Tua grazia ed elargisci a noi i tesori della Tua scienza; per la Tua grazia, o più Benevolo dei benevoli”[5].

    “اللهم إنی أعوذ بک أن أضل أو أضل أو أزل أو أزل أو أظلم أو أظلم أو أجهل أو یجهل علی اللهم انفعنی بما علمتنی و علمنی ما ینفعنی و زدنی علما و الحمد لله على کل حال اللهم إنی أعوذ بک من علم لا ینفع و من قلب لا یخشع و من نفس لا تشبع و من دعاء لا یسمع”

    Allahumma inni a’uzu bi-ka an udhillu aw udhallu aw uzillu aw uzallu aw azlimu aw uzlamu aw ujhilu aw yujhalu alayya; allahumma-nfa’ni bi-ma ‘allamtani wa ‘allimni ma yanfa’uni wa zidni ‘ilman wal-hamdulillahi ‘ala kulli hal; allahumma inni a’uzu bi-ka min ‘ilmin la yanfa’u wa min qalbin la yakhsha’u wa min nafsin la tashba’u wa min du’a’in la yusma’[6]

    “O Iddio, mi rifugio in Te dal fatto che io possa deviare o sia deviato, faccia errare o erri, opprima o venga oppresso, porti all’ignoranza o sia affetto da essa. O Dio, rendimi utile con la conoscenza che mi hai insegnato, e guidami alla conoscenza che mi sia proficua. O Signore aumenta i miei livelli di conoscenza. La vera gratitudine appartiene a Dio l’Altissimo in tutte le circostanze. O Iddio mi rifugio in Te dalla conoscenza che non è proficua; dal cuore che non si sottomette né s’inclina, di fronte alla verità; dalla brama che non si sazia e dalla du’a che non viene esaudita”[7].

    Leggendo questa du’a, oppure chiedendo la comprensione con qualunque du’a e in qualsiasi lingua, e rispettando le condizioni citate, sarà fornita la base per ricevere conoscenze e fare ricerca. Bisogna tuttavia considerare che la mera recitazione di queste du’a,  sprovvista delle altre condizioni di studio, non porterà mai al risultato ambito[8].

     

    Note

    [1] Abdol-Rahim Mugahi, Ravesh-e Motale’eh va Talkhis, pag. 23, le prime quattro righe.

    [2] F. Shajari, Yadghiri-e Khallaq, pag. 125, righe 15-25, Anjoman-e qalam-e Iran, 1998.

    [3] Ivi, pag. 119

    [4] Sacro Corano, 20:114; cfr.: Tafsir-eHedayat, traduzione dell’esegesi Min Huda al-Qur’an, vol. 14, pag. 327.

    [5] Sheykh ‘Abbas Qomi, Mafatih al-Jinan, pag. 1201, Do’a-ye motale’eh.

    [6] Shahid Thani, Munyat al-Murid, pag. 211.

    [7] Maniyyat al-Murid, trad., Seyyed Mohammad Baqer, Adab-e Ta’lim vaTa’allom dar Eslam, pag. 267.

    [8] Per maggiori informazioni cfr.: Mohammad Dashti, Abzar va Ravesh-e Tahqiq, Mehr Qom, 1987; Ravesh-e Motale’eh, Edare-ye koll-e amuzesh zemn-e khedmat, seconda ristampa, 1981; F. Shajari, Yadghiri-e Khallaq, Anjoman-e qalam-e Iran, 1998; Abdol-Rahim Mugahi, Ravesh-e Motale’eh vaTalkhis.