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    Imam Khomeini: la vita, la lotta, il messaggio

    Imam Khomeini: la vita, la lotta, il messaggio

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    Imam Khomeini: la vita, la lotta, il messaggio
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    Il lungo studio della Storia dei movimenti e dei pensatori islamici, la conseguente conoscenza diretta o indiretta di insigni personalità musulmane e infine la piena ed esatta comprensione, derivante dal contatto personale, dell’Imam hanno maturato in me dal 1953, quando mi recai a Qom, fino ad oggi la convinzione che, senza alcuna esagerazione, tutto in lui è stato superiore a quanto normalmente si riscontra anche in personalità di rilievo e in coloro che hanno capeggiato movimenti religiosi.

    Come confrontare l’eccellenza dell’Imam nelle varie branche del sapere, dal diritto alla teologia, alla scienza degli hadis, alla dogmatica, alla gnosi alla poesia e la pecularità della sua esistenza sia per quanto riguarda la vita personale che quella sociale?

    Quasi settant’anni dedicati allo studio, alla formazione di discepoli e alla diffusione del pensiero islamico in tutti i suoi aspetti, la compilazione di decine e decine di opere, mezzo secolo di lotta contro l’oppressione e contro ideologie corrotte, la diffusione di questa lotta dal luogo di esilio, Najaf, a tutto il mondo; la creazione in Iran di un mutamento, di una trasformazione radicale, la propagazione, di fatto, della dottrina rivoluzionaria ispirata all’Islam fino ai più remoti luoghi della terra possono forse essere oggetto di ragionevole paragone? E ancora: otto anni di governo e di opposizione contro l’imperialismo mondiale, contro la reazione e la nuova jaheliyat araba e infine la morte da martire. Ma soprattutto un’esistenza di lavoro e impegno, di lotta, di prigione, d’esilio. E’ strano: una personalità di tanto valore è vissuta in mezzo a noi, ma noi fino ad ora non siamo stati assolutamente in grado di offrire alle giovani generazioni neppure una biografia esauriente in lingua persiana.

    Un pò di tempo fa in un colloquio con la Guida della Repubblica Islamica, l’Ayatollah Khamene’î, si parlava proprio di questo. Ed egli con rammarico ebbe a dire: “Anche questo fa parte della mittezza e della modestia dell’Imam.

    Roman Roland ha scritto una biografia struggente del Mahatna Gandhi che è stata tradotta in tutte le lingue. E sull’Imam invece, come dice Lei, nonostante la sua grandezza e la sua personalità d’eccezione, neppure una biografia completa in persiano”.

    Ora non so, approfondendo la questione, chi sia responsabile di questa situazione. L’istituto per la sistemazione e la pubblicazione degli scritti dell’Imam? Il Centro religioso di Qom? La Fondazione per la Storia? O chi? So comunque che non è opera che una sola persona possa compiere. Per la sua realizzazione è infatti necessario che venga intrapreso uno scrupoloso lavoro collettivo.

    Per trovare una risposta a questa difficoltà rivolgiamoci all’opera scritta dal Martire Morteza Motahari sui movimenti islamici cercando di capire che cosa egli ha da dire al riguardo: “Senza dubbio il primo anello della catena rappresentata dai movimenti islamici degli ultimi cento anni è costituita da Sayyed Jamal od Din Abadi detto Afghani. Fu grazie alla sua opera che nei paesi islamici sono cominciati il risveglio e la presa di coscienza. Con realismo egli individuò e rivelò le sofferenze dei musulmani, indicando il rimedio e la via della riforma. Quello di Sayyed Jamal fu un movimento ideologico e sociale. Egli mirava a operare una rivoluzione sia nel pensiero che nel sistema di vita dei musulmani. Non si fermò in una sola città, né in un solo paese, né in un solo continente. Percorse l’Asia, l’Europa, l’Africa… e in ogni luogo ebbe contatti con i vari gruppi sociali. Sayyed Jamal individuò il male cronico della società islamica, ossia il dispotismo interno e il colonialismo straniero. Egli lottò con forza contro l’uno e contro l’altro, e infine su questa via diede la vita…”

    Motahari, dopo aver dedicato alcune pagine alla storia del movimento promosso da Jamal od Din, Mohammad ‘Abduh, Kavakebi ed Eqbal, si sofferma sul movimento islamico sorto in Iran e in particolare sulla figura guida dell’Imam Khomeini che definisce un bene donato da Dio al nostro secolo e alla nostra epoca, testimonianza chiara ed evidente del hadis :

    “In ogni generazione ci sono individui insigni che espungono dalla religione le falsificazioni dei falsificatori. “

    Pur avendo Motahari goduto per dodici anni della grazia della presenza dell’Imam, in spirito tutto mistico conclude il suo scritto citando una poesia su Shams-e Tabrizi, che si conclude cosi: “Meglio è che il segreto degli amati sia svelato dal racconto altrui”.

    Quando un insigne maestro come Motahari con la familiarità e la piena conoscenza derivata dall’essere stato discepolo dell’Imam, con la profonda compresione del dono di quella presenza getta impotente la penna, a maggior ragione lo scrivente, nonostante anch’egli per anni sia stato discepolo dell’Ayatollah Khomeini, deve affidarsi “al racconto altrui”.

    L’Imam Khomeini senza alcun dubbio ha rappresentato la piùeccelsa personalità dei nostri tempi. Grazie alle profonde trasformazioni operate nella teoria e nella prassi ha dato vita a una grande rivoluzione non solo in Iran, ma in tutto il mondo islamico.

    Egli svetta tra i riformatori e i rivoluzionali contemporanei, e del passato. Il movimento rivoluzionario da lui guidato non è stato solo di natura politica ma è stato anche un movimento di pensiero la cui profonda influenza ha operato un radicale cambiamento nelle società islamiche e un primo luogo in Iran.

    Per una migliore conoscenza dell’Imam, il testo in lingua italiana che viene presentato ai lettori costituisce indubbiamente un piccolissimo passo. Poiché in esso sono contenuti alcuni messaggi dell’Imam può tuttavia essere considerato un’eloquente illustrazione del suo pensiero.

    Il libro comprende inoltre una descrizione della vita dell’Ayatollah Khomeini, le sue missive al Papa e al mondo cristiano, a Gorbaciov, i messaggi ai musulmani in occasione del Pellegrinaggio e infine il suo testamento redatto a beneficio dell’umanità intera.

    Con la speranza che la pubblicazione di questo testo e la sua lettura siano utili agli studiosi e a coloro che hanno interesse per la cultura.

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